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Il valore nascosto del tatto nei prodotti per la pulizia della casa
Il team di Adacta International descrive come la valutazione tattile condotta da un panel di giudici sensoriali può diventare uno strumento strategico per innovare e differenziarsi

Nel settore dei prodotti per la pulizia della casa, il tatto rappresenta spesso il primo e più immediato canale di interazione tra il consumatore e il prodotto. Gesti all’apparenza semplici e routinari, come afferrare una salvietta umidificata, prelevare un panno in microfibra o impugnare un foglio di carta assorbente, attivano in realtà una complessa elaborazione sensoriale. In pochi istanti, la mano raccoglie una serie di informazioni tattili che il cervello interpreta per valutare la qualità e l’efficacia del prodotto: è ruvido? liscio? morbido? rigido? umido? sottile? appiccicoso? è piacevole al contatto con la pelle, o lascia una sensazione spiacevole?

La texture di un materiale comunica immediatamente al consumatore qualità, affidabilità, efficacia e comfort attesi dal prodotto. Una superficie troppo ruvida può sembrare aggressiva, una salvietta troppo sottile potrebbe apparire inefficace, un panno che aderisce sgradevolmente alla pelle può suggerire una qualità scadente. Queste sensazioni influenzano direttamente le decisioni d’acquisto, la fedeltà del consumatore e la coerenza percepita con l’identità stessa del brand.

Eppure, nonostante la rilevanza evidente di questo primo approccio sensoriale, il tatto rimane uno degli aspetti più trascurati nella progettazione e nella valutazione dei prodotti home care.

Per questo, in Adacta International abbiamo scelto di dare un ruolo centrale alla dimensione tattile, trasformando le più recenti scoperte della sensory e consumer science in soluzioni concrete per le aziende, rendendo il tatto un elemento strategico per innovare e migliorare la qualità percepita dei prodotti.

Un caso studio: La grammatica delle sensazioni tattili

In quest’ottica, abbiamo recentemente approfondito una ricerca volta proprio alla definizione e validazione di un metodo rigoroso per valutare in modo oggettivo e affidabile le caratteristiche tattili dei materiali. Questo studio si è concentrato sulla creazione di un panel di giudici sensoriali specializzati nella percezione tattile, operando secondo standard internazionali e utilizzando tecniche statistiche e sensoriali all’avanguardia, con l’obiettivo di costruire un linguaggio condiviso per descrivere in modo ripetibile e riproducibile le caratteristiche di texture dei materiali.

Contrariamente a quanto si possa pensare infatti, costruire un vocabolario tecnico delle sensazioni tattili per misurarle in modo efficace è tutt’altro che scontato. Non si tratta semplicemente di dire che un panno è “morbido” o una carta è “ruvida”, ma di distinguere tra sensazioni simili ma profondamente diverse. Ad esempio, la flessibilità, ovvero la capacità di un materiale di piegarsi senza opporre resistenza, non coincide con l’elasticità, cioè il ritorno alla forma originaria dopo una deformazione. Costruire un vocabolario tattile tecnico e operativo richiede metodo, confronto e un’analisi attenta della percezione reale. Per questo, nello studio è stata adottata una strategia a più livelli. Da un lato, un’indagine condotta su oltre 300 consumatori ha permesso di raccogliere più di sessanta termini spontanei utilizzati per descrivere le sensazioni tattili più comuni. Dall’altro, una serie di sessioni tecniche con i giudici sensoriali ha permesso di affinare, chiarire, e riorganizzare questi termini, lavorando con criteri di selezione semantica e analisi statistica multivariata. 

Alla fine di questo percorso, sono stati selezionati quattordici descrittori fondamentali, in grado di rappresentare in modo esaustivo le principali percezioni tattili. Si tratta di attributi come la morbidezza, la setosità, la ruvidità, la percezione di umidità, la temperatura al tatto (intesa come sensazione di caldo o freddo), la flessibilità, l’elasticità, l’aderenza, lo spessore percepito, l’uniformità o irregolarità della superficie. Ogni descrittore è stato definito in modo operativo e associato a un gesto specifico di valutazione: ad esempio, per valutare la setosità è previsto lo sfregamento del materiale tra pollice e indice, mentre per la flessibilità si richiede una piegatura del campione con entrambe le mani. Inoltre, ogni giudizio è ancorato a materiali di riferimento ben noti, scelti per rappresentare in modo coerente sia gli estremi della scala sia i valori intermedi, così da assicurare la coerenza valutativa tra giudici e sessioni diverse.

Conclusioni

Questo approccio ha permesso di costruire non solo un linguaggio tecnico condiviso, ma una vera e propria grammatica tattile applicabile all’industria. Una struttura solida, fondata su un metodo rigoroso, che consente oggi di descrivere, misurare e confrontare con precisione le proprietà sensoriali dei materiali. Integrata nei processi aziendali, questa analisi diventa uno strumento strategico, rafforzando la capacità di leggere il prodotto attraverso i sensi del consumatore.

Le applicazioni pratiche sono numerose e ad alto impatto. In ricerca e sviluppo, questo approccio permette di confrontare in modo oggettivo diverse formulazioni, finiture o trattamenti superficiali, selezionando quelli che restituiscono la sensazione più coerente con il profilo sensoriale atteso. Nel controllo qualità, la presenza di un panel di giudici sensoriali formato secondo criteri scientifici consente di monitorare la qualità sensoriale tra i lotti produttivi, intercettando eventuali scostamenti dallo standard. In ambito marketing, infine, la misurazione della texture percepita diventa la base per costruire messaggi autentici, distintivi e fondati su evidenze sensoriali, capaci di rafforzare la promessa del brand e di renderla pienamente coerente con l’esperienza reale.

Ogni superficie racconta una storia e oggi, grazie alle scienze sensoriali, possiamo finalmente ascoltarla, misurarla e tradurla in valore.

Bibliografia

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Chen, Y., Zhang, D., & Wang, X. (2020). Evaluation of softness and tactile comfort for nonwoven materials: A review. Journal of Engineered Fibers and Fabrics, 15, 1–13.

Engelen, L., & van den Berg, R. (2019). Sensory evaluation and consumer testing in the non-food industry: The role of tactile perception. Current Opinion in Food Science, 27, 1–6.

Chi è Adacta International

Adacta International è una società di consulenza specializzata in consumer & sensory science, vale a dire nello studio delle prestazioni dei prodotti di largo consumo. Adacta International ha testato sui consumatori oltre 20.000 prodotti, reclutando oltre un milione di persone, selezionate secondo precisi criteri di target, coinvolte in prove di consumo domiciliari o presso test center appositamente attrezzati. I panel di giudici sensoriali di Adacta International, invece, sono costituiti da persone selezionate sulla base di riconosciute attitudini fisiologiche e addestrate all’impiego delle differenti metodologie d’indagine, in grado di compiere analisi oggettive delle prestazioni sensoriali di un prodotto, alimentare e non, indipendentemente dalle proprie preferenze personali. In oltre 30 anni di attività, il team dei ricercatori e i panel addestrati dell’azienda hanno lavorato per le più importanti imprese del panorama nazionale e internazionale, con l’obiettivo di aiutare i clienti a migliorare i propri prodotti e a renderli sempre più aderenti alle preferenze e alle aspettative dei consumatori.

 

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