TUTTA FARINA DEL MIO SACCO

17 Giu TUTTA FARINA DEL MIO SACCO

“Non saprai mai quanto tu sia forte veramente fino a quando essere forte non diventerà l’unica scelta che avrai a disposizione” (Cit. Chuck Palahniuk). In tempo di pandemia, costretti in una condizione inedita di isolamento forzato, milioni di persone hanno dovuto mettersi alla prova uscendo dalla propria “comfort zone” per affrontare un radicale stravolgimento delle proprie abitudini e priorità, in nome della salute.

Il nostro occhio si rivolge a chi ha vissuto quest’esperienza fortunatamente lontano dalla malattia, dagli ospedali, dalla paura di non farcela ed invece si è dovuto confrontare con il lockdown e le sue conseguenze, sia psicologiche che fisiche.

L’uomo è innanzitutto un animale abitudinario attratto dalla sicurezza e dalla comodità di ciò che gli è familiare. Come spesso accade, le difficoltà possono, tuttavia, aiutarci ad aprire gli occhi su nuove opportunità e spingerci a cimentarci in nuove attività, costretti a tralasciare quelle che davamo per consolidate ed immutabili, per cimentarci con altre che semplicemente pensavamo non fossimo in grado di svolgere.

A seconda delle necessità c’è chi ha imparato a fare la spesa on line, chi a conoscere i pro ed i contro del cosiddetto smart working, chi ha scoperto la lettura, lo yoga o si è industriato nelle più improvvisate sessioni di fitness, in alcuni casi persino sfruttando i balconi, pur di tenersi in forma.

Avere più tempo a disposizione ed orari lavorativi meno cadenzati ha favorito il nutrirsi con più ordine e regolarità, ma anche in modo più sano e con una maggiore cura nella scelta degli alimenti.

Complice anche la chiusura di quasi tutte le attività commerciali, la spesa alimentare delle famiglie italiane nei mesi di marzo ed aprile 2020 è cresciuta in maniera significativa, facendo registrare un incremento dei consumi in forte controtendenza con gli altri principali settori economici.

In un primo momento, le scelte d’acquisto dei consumatori, fatti i conti con l’indeterminatezza dei tempi della crisi e con il timore che le scorte alimentari non sarebbero state a lungo sufficienti, sono cadute in maniera prevalente su prodotti non facilmente deperibili che offrissero soprattutto possibilità di stoccaggio a lungo termine. Con il passare dei giorni e con la percezione crescente che la filiera avrebbe retto senza grossi scossoni l’approvvigionamento di generi alimentari più o meno essenziali, anche le altre categorie hanno visto una ripresa.

Il consumo che sembra non aver conosciuto crisi o incertezza è quello della farina, ingrediente principe per la nutrita schiera di improvvisati fornai e pasticcieri, regina incontrastata delle vendite al dettaglio in epoca di Coronavirus, al punto da diventare, con uova e lieviti, per brevi periodi merce rara e quasi introvabile.

La cucina non è che una forma di accudimento.

In famiglia, curare la preparazione dei piatti e la messa in tavola rappresenta un atto di attenzione per sé stessi e di amore per i propri cari. Durante la pandemia è diventato più che mai anche un gioco ed un momento di condivisione per far passare il tempo, studiando e mettendo in pratica tutti i segreti per la realizzazione di pane, pizze e focacce ben alveolate, oltre che dolci per solleticare i palati più golosi. A prescindere dai risultati, tutto ciò che è fatto a mano si dice che è fatto con il cuore; le mani rappresentano il modo più naturale e diretto per elaborare e trasformare il dolore e le difficoltà, placando l’ansia e nutrendo l’anima.

È senz’altro paradossale come il virus che ci ha costretti a casa, in corso di malattia ci privi proprio dell’olfatto e del gusto, i sensi che ci hanno aiutato ad attraversare un periodo così difficile ed inusuale, a noi abituati a vivere liberi di muoverci e rendendo più “sopportabile” la nostra resistenza all’isolamento.

Dicono che nulla sarà come prima, anche se nessuno realmente sa quale futuro si realizzerà nel mondo post Coronavirus, è troppo presto e non siamo ancora fuori da questa incredibile vicenda, ma la domanda è: siamo tutti così sicuri che quello che pensavamo di avere in pugno sarebbe stato molto meglio di ciò che ci aspetta?

Riferimenti

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.