Gli esseri umani quando imparano qualcosa di nuovo che si rivela foriero di esperienze positive difficilmente lo mettono poi da parte per rinunciarci.

Ecco perché ogni cambiamento che viviamo inevitabilmente ci sfida e ci insegna cose destinate ad accompagnarci e ad evolverci.

La pandemia in tal senso ha rappresentato un’esperienza fortemente trasformativa, ciò significa che le persone hanno scoperto durante i vari lockdown un nuovo modo di accedere a prodotti e servizi che ha eletto la propria casa a “centro del mondo”.

Riteniamo che la pandemia abbia inaugurato: l’era della fluidità!

Fluidità nei valori perché le persone si sono rese conto di come tutto ciò che ci circonda sia relativo, nelle scelte professionali, in molti si sono reinventati a seguito della pandemia, nella gestione della propria casa che si è trasformata da nido nel quale rifugiarsi e chiudersi, in una hub polifunzionale nella quale far entrare un mondo di prodotti e servizi.

Noi di Adacta International, abbiamo realizzato un’indagine quali-quantitativa per analizzare una serie di temi legati ai nuovi trend socio-comportamentali su un campione di circa 1000 persone estratte dalla community continuativa di Adacta Wave e abbiamo analizzato come e quanto sia mutato il ruolo e il rapporto con la casa.

Ebbene, le persone che inizialmente avevano rinunciato ad alcuni servizi hanno via via spostato, nel 64% dei casi, sempre di più tra le mura domestiche esperienze che prima facevano fuori casa (non solo lavoro, ma intrattenimento, cura della salute, cura personale ed estetica) scoprendo nuove soddisfazioni e momenti piacevoli sorprendenti. E naturalmente ora non intendono rinunciare a tutto questo.

Questo vale non solo per gli italiani, l‘adulto medio nordamericano passa il 90% del suo tempo in casa. Forse anche per questo, secondo i dati di Tecnocasa, se nel 2019 le soluzioni indipendenti e semi-indipendenti rappresentavano il 19% del mercato nazionale, nel 2021 rappresentano il 22%. E fra le tendenze di chi cerca casa nel 2022, c’è la costante attenzione alle pertinenze dell’abitazione stessa: cantine, garage, ripostigli esterni, insomma spazi intercambiabili e da trasformare al bisogno.

Conseguentemente la casa ha dovuto cambiare pelle, divenire necessariamente fluida e capace di lasciare spazio di volta in volta ad esperienze diverse: lavoro, fitness, momenti di intrattenimento condiviso, nuovi hobby green come: coltivare piante, erbe aromatiche…

Si diffonde la moda degli orti sul balcone per ritrovare il contatto con la terra e coltivare i propri prodotti.

Il sell-in italiano ha raggiunto la soglia storica dei 3 miliardi di euro , +150 milioni in due anni (2019-2021). Veg & City (con piccoli negozi ben posizionati nei centri urbani svizzeri) è stato creato per portare erbe aromatiche, frutta e verdura nelle case dei cittadini. Possiamo dunque aspettarci che l’agricoltura verticale diventi presto una nuova risorsa funzionale della cucina.

Decolla il fai-da te.

Una massiccia opera di riconfigurazione delle mura domestiche ha impegnato molto gli individui e il fai-da-te decolla per reinventare l’ambiente domestico, con un incremento in Italia nel 2021 del +12,9%. Nel frattempo i negozi dedicati al bricolage e al DIY, da sempre posizionati agli estremi delle città, per le dimensioni ingombranti degli oggetti venduti, si spostano in città: Brico annuncia le prime aperture di Brico E. Leclerc in Francia all’interno di negozi cittadini, con consegna click-and-collect o a domicilio.  IKEA lancia Ikea City ad Amburgo  con un percorso che si snoda su superfici vetrate in vere e proprie “stanze” in cui tutto è ordinabile su enormi tablet.

Durante il salone del mobile tenutosi a Milano nel 2022 abbiamo visto in scena “La Casa Fluida” di Elle Decor Italia (firmata da Elisa Ossino Studio e con il landscape design di Marco Bay), una grande installazione interattiva che racconta la casa del futuro: sempre più ibrida, un compromesso tra abitazione, ufficio, aula scolastica, palestra, luogo ideale per trascorrere il tempo libero.

Ma se perfino la casa, che da sempre rappresenta una rocca forte di stabilità e sicurezza, è divenuta fluida, come laschi sono oggi  i confini all’interno della nostra vita fra tempo lavorativo e personale, come diventeranno i prodotti del futuro?

Alcuni hanno già iniziato ad innovarsi in chiave trasformativa:

Nell’abbigliamento: Good American Always Fits ha brevettato EVER un innovativo concept di jeans che si adatta alle fluttuazioni del corpo femminile  e così con lo stesso paio si possono gestire più taglie insieme.

Nel food: dopo i sostituti della carne a base vegetale (come Beyond Meat e Impossible Burger) la nuova sfida su cui sta lavorando New Age Meats è la carne senza macellazione, salsicce a base di cellule arriveranno sui mercati nel 2022. Nescafé ha recentemente lanciato Nativ di Nestlé, una bevanda fredda simile al caffè ottenuta da bucce di bacche di caffè riciclate.

Nella distribuzione a Dubai, il centro medico Smart Salem ha realizzato dei chioschi self-service robot, che girano per la clinica con una tecnologia all’avanguardia che identifica ogni cliente attraverso l’iride e il riconoscimento facciale.

Al CES 2022 abbiamo visto la scrivania smart da gioco e lavoro  di  Sophia di Razer: che da modernissima e ultra accessoriata postazione di lavoro con un click si trasforma in una plancia per il gioco, lo streaming o l’editing; ogni utilizzo ha una serie di periferiche e dispositivi extra come schermi secondari, strumenti di monitoraggio del sistema, pannelli di tasti di scelta rapida touch-screen, pen tablet e unità di mixer audio o anche schede di acquisizione esterne, in modo che il setup dell’utente possa essere riconfigurato in pochi secondi per l’attività del momento.

Abbiamo chiesto ai nostri partecipanti alla community continuativa di Adacta WAVE cosa si aspettano per il futuro dai prodotti che fanno parte della loro quotidianità e abbiamo scoperto un crescente bisogno di renderli flessibili e adattabili ai bisogni del momento, con forti implicazioni per l’innovation e la renovation.

I prodotti, dall’alimentare al detersivo, alla tecnologia, all’abbigliamento saranno quindi chiamati ad interpretare un nuovo concept di versatilità: come “transformer” dovranno essere modulabili, componibili e trasformabili per adattarsi alle esigenze del consumatore.

Ciò significa forse che un sugo in conserva che nasce per essere scaldato dovrà essere godibile anche tal quale, trasformabile in crema, mousse, spuma… ?

Un detersivo per la pulizia delle superfici, con l’aggiunta di pochi componenti, dovrà magari anche lucidare, proteggere, nutrire e rivitalizzare come un balsamo le superfici che ne hanno bisogno… ?

Una televisione, una volta entrata in casa, dovrà potersi trasformare in uno specchio o in un quadro live ricco di colore ed emozione, in grado di creare la giusta atmosfera, o perché no, in uno sfondo perfetto per video call professionali…?

Un outfit se ben accessoriato potrà essere declinato in più versioni e adattato a più occasioni?

Non fanno eccezione i servizi che dovranno essere sempre più flessibili e fruibili anche da casa: le persone, infatti, si aspettano per il futuro di poter fare visite di check-up, consulti medici, esami diagnostici, ma anche terapie riabilitative e curative, comodamente dal proprio salotto e i provider internet e di telefonia mobile dovranno essere in grado di supportarli.

Fluido è meglio perché è più stimolante e offre un’esperienza personalizzata e coinvolgente che fa sentire il consumatore creativo e di nuovo Leone e re della foresta.

Molte altre sarebbero le implicazioni per i prodotti, tantissimi gli insight e spunti che abbiamo raccolto su diverse categorie di consumo quotidiano.

Restiamo a disposizione per condividerli con chi ne farà richiesta.