Nel nostro lavoro osserviamo prodotti, packaging, esperienze d’uso, comportamenti di consumo.
Questa volta ci siamo divertiti ad applicare il nostro sguardo sensoriale sulla città di Napoli, analizzandone aspetti che non si comprendono solo descrivendola, ma attraversandola, ascoltandola, respirandola, lasciandola agire sul corpo e sulla memoria.
Nasce così 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞, una guida che racconta la città non come un itinerario, ma come una sequenza di percezioni.
Un piccolo esercizio di metodo, ma anche di libertà: trattare una città come un prodotto-esperienza, fatto di materia, ritmo, contrasti, intensità, pause.
𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐝𝐮𝐫𝐫𝐞 𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐜𝐫𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞.
Si stringe, si apre, si sovrappone.
A volte comprime, a volte rallenta.
A volte si manifesta nel rumore di una strada, nella materia del tufo, nell’odore del mare, nel silenzio di un luogo sotterraneo.
Con 𝐍𝐚𝐩𝐨𝐥𝐢 𝐒𝐞𝐧𝐬𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 abbiamo provato a raccontare la città attraverso ciò che lascia addosso.
Cinque condizioni.
Cinque modi di sentirla:
𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐢𝐭𝐨, 𝐬𝐞𝐝𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐬𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞.
Perché Napoli non si lascia fissare.
𝐒𝐢 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞.
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