I dirver sensoriali – Come comprendere le caratterisitche sensoriali che condizionano il gradimento di un prodotto
La messa a punto della qualità sensoriale di un prodotto non è cosa facile e le aziende lo sanno bene.
Molti sono i metodi di ricerca sensoriale che possono sostenere le aziende nel difficile compito di realizzare prodotti dalle qualità distintive e in grado di colpire positivamente i sensi del consumatore finale per convincerlo a ripetere più volte l’esperienza di consumo.
Nella messa a punto delle caratteristiche sensoriali dei prodotti il Taste Test condotto in condizioni blind è senz’altro il metodo più classico utilizzato per rilevare il livello di gradimento assegnato dal consumatore ma questo metodo può essere significativamente potenziato dall’affiancamento di metodi oggettivi di descrizione della qualità sensoriale come la Quantitative Descriptive Analysis e il Temporal Dominance of Sensation.
Anche la combinazione di questi metodi, soggettivi e oggettivi, offre diversi gradi di approfondimento, resi possibili da alcuni metodi di analisi statistica dei dati che consentono una lettura più accurata dei risultati e l’intercettazione di fenomeni e tendenze interni al campione di soggetti intervistati.
Comprendere i «driver sensoriali» che più condizionano il gradimento di un prodotto aiuta a interpretare le scelte dei consumatori e, soprattutto, a individuare le aree a cui dedicare la maggiore attenzione nell’ottimizzazione di prodotto. Diversi i metodi statistici a disposizione ma, tra questi, il modello di soddisfazione di Kano è certamente uno dei più efficaci nell’individuare e dare un peso all’importanza degli attributi sensoriali che guidano il gradimento, classificandoli in:
- ATTRIBUTI MUST BE: sono quelli primari, veri prerequisiti del prodotto, la cui assenza genera scontento ma la presenza stessa non sposta il grado di soddisfazione
- ATTRIBUTI DI PERFORMANCE: questi generano un grado di soddisfazione lineare e direttamente proporzionale al livello di realizzazione
- ATTRIBUTI ATTRATTIVI: sono quelli inaspettati, che generano un grado di soddisfazione più che proporzionale al livello di realizzazione
Interpretare la performance sensoriale di un prodotto significa andare oltre la rilevazione del livello di gradimento assegnato dopo il suo consumo, significa andare nel dettaglio dei dati per individuare punti di forza e di debolezza del prodotto ma, soprattutto, dare il giusto peso a tutti quegli elementi che determineranno il successo del prodotto o che potranno essere potenzialmente causa di un inaspettato insuccesso.
Alla luce di queste considerazioni, emergono alcune implicazioni strategiche per chi si occupa di sviluppo e gestione dei prodotti:
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- Individuare gli attributi di performance e intervenire sugli aspetti che influenzano maggiormente l’attrattività del prodotto permette di mantenere alta la soddisfazione e la memorabilità dell’experience di consumo e incrementare la propensione al repeat;
- Valorizzare i driver sensoriali più rilevanti lungo il processo di acquisto è fondamentale per favorire l’ingresso del prodotto nel consideration set e stimolare il trial;
- Investire a livello comunicativo sugli attributi sensoriali distintivi consente di massimizzare l’efficacia del messaggio e creare un vantaggio competitivo percepibile.
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